Partiranno il 14 di Novembre 2017 i lavori della IV Conferenza Mondiale della O.I.T in Buenos Aires Argentina, con ordine del giorno “Eradicazione sostenibile del lavoro minorile”, un evento tanto atteso e pubblicizzato per dimostrare il forte impegno della società civile (Politici, Imprenditori e rappresentanti dei lavoratori di ben 193 paesi del mondo) su un tema così importante che li vede impegnati oramai da decenni e decenni, con risultati alquanto scarsi. Come piccola associazione lontana dalla politica, da tutti e da tutto abbiamo la libertà di poter esprimere il nostro parere su un evento come questo, utilizzando la nostra criticità sopra ogni parte.

I preamboli di questa Conferenza ci fanno già riflettere, in quanto si pubblicizza una riduzione significativa del fenomeno che è passato dai circa 200 milioni (stime passate) agli attuali 153 milioni, grazie alle politiche forzose messe in atto. Per qualcuno potrebbe sembrare un risultato straordinario, ma in realtà riteniamo essere un grande bluff, anche perché riteniamo con valide motivazioni che vi sia un enorme numero letteralmente sommerso, causa delle normative fino ad oggi messe in atto. Quest’ultimo dato deve sicuramente aprirci ad un importante riflessione, come “dovrebbe” aprirla negli addetti ai lavori, al di la del numero non precisabile di bambini che svolgono un attività lavorativa sommersa, quali tutele nei loro confronti e soprattutto tale fenomeno quanto produce effetti diretti di un maggiore sfruttamento degli stessi?

Purtroppo stiamo parlando in linguaggi sempre più incomprensibili tra gli addetti ai lavori e coloro che in qualche modo sostengono le parti dei bambini lavoratori stessi, da una parte il politichese sempre più ipocrita e dall’altro il linguaggio sociale composto di fatti concreti e realtà innegabili, che portano inevitabilmente a forti scontri.  Per capire più a fondo la tematica in questione e per uscire da visioni che in qualche modo vorrebbero esserci imposte, in nome della giustizia sociale e della protezione a spada tratta dell’infanzia, basta dare una piccola occhiata a ciò che sono i dati della Banca Mondiale, ovvero “Il numero di persone che vivono in condizioni di estrema povertà nel mondo potrebbe scendere al di sotto del 10 per cento della popolazione mondiale nel 2015. Nel 2012 erano 902 milioni, il 12,8% della popolazione, e secondo le stime scenderanno a 702 milioni nel 2015. È quanto previsto dalla banca Mondiale che per l’occasione ha rivalutato la soglia di povertà internazionale. Quest’anno per la prima volta meno di una persona su dieci vivrà con meno di 1,9 dollari al giorno, (non più 1,25)” ultime fonti dati disponibili 2015.

Forse bisognerebbe davvero chiedersi, seppur tenendo conto dei vari poteri di acquisto dei paesi del mondo, se è umanamente possibile vivere con 1,9 dollari al giorno e se in realtà questa drammatica situazione che vivono i paesi sottosviluppati ed in via di sviluppo in realtà non sia la motivazione principale per cui vedono anche i bambini coinvolti in attività lavorative mirate a partecipare all’economia familiare solo per poter raggiungere un livello di vita un poco, ma solo di un poco più dignitoso di quello cui sono costretti a vivere.

Ed ecco che ci troviamo di fronte in tutto e per tutto ad una ipocrisia politica che si perpetra oramai da decenni e che segue a vedere politici, imprenditori e sindacati impegnati di fronte ad una lotta ad un fenomeno alquanto assurda, senza aver mai denotato minimamente ad un accenno a intentare una lotta ad una risoluzione della situazione socio economica in cui si  incontrano questi bambini, atteggiamento e presa di posizione sicuramente più concepibile e che sicuramente incontrerebbe risultati più concreti, fermo restando l’aspetto culturale radicato in queste società e che vede nei bambini stessi un grande valore il poter partecipare ad attività produttive, riconoscendo in questa libera scelta aspetti  difficilmente discutibili, quali un maggior senso di responsabilità per la situazione che vivono e di protagonismo attivo per un miglioramento della società attraverso le loro proposte.

La IV Conferenza Mondiale della O.I.T che si svolgerà a Buenos Aires in Argentina il prossimo 14/15/16 Novembre con ordine del giorno “Eradicazione sostenibile del lavoro minorile” vedrà nuovamente perpetrarsi il rituale della negazione alla partecipazione dei rappresentati dei bambini lavoratori, ai lavori che svolgeranno, perpetrando nuovamente la violazione dei diritti da loro acquisiti con la Convenzione Internazionale dei diritti dell’infanzia ( https://www.unicef.it/Allegati/Convenzione_diritti_infanzia.pdf). Ricordiamo che l’art. 12 della Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia stabilisce che ” Gli Stati parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa, le opinioni del fanciullo essendo debitamente prese in considerazione tenendo conto della sua età e del suo grado di maturità”, come altresì ricordiamo che l’art. 15 sempre della stessa convenzione stabilisce che ” Gli Stati parti riconoscono i diritti del fanciullo alla libertà di associazione e alla libertà di riunirsi pacificamente”.

Nonostante che si siano mobilizzati importanti intellettuali (psicologi, sociologi), importanti realtà organizzative di grandi dimensioni a chiedere ad alta voce un’apertura verso i bambini da parte della O.I.T, ad oggi niente si è smosso, ritrovandoci nuovamente di fronte ad un diniego assurdo che potrà solo portare a produzione di atti o nuove normative che non risolveranno assolutamente la questione, ma produrranno un ulteriore sommersione del problema, accentuando quelli che sono i problemi di più importanti ovvero un maggior sfruttamento dei bambini sempre meno garantiti da normative che possano tutelarli. Buenos Aires e la sua IV Conferenza Mondiale della O.I.T si dimostrerà l’ennesimo bluff storico a tutela dei bambini, perché in quella sede non si parlerà delle assurde e violente politiche di stato messe in atto per cercare di risolvere il fenomeno del lavoro minorile, in quella sede nessuno riporterà le assurde violenze psicologiche  cui sono costretti a subire i bambini e le loro famiglie quotidianamente da parte degli stati membri, nessuno si prenderà carico di esporre l’assurda situazione in cui vivono questi bambini, perché non saranno gli imprenditori a farsi carico di questo, ne tanto meno i sindacati ne tanto meno i rappresentanti di governi corrotti che niente mettono in atto per risolvere una situazione sociale al limite della sopravvivenza.

Allora ben vengano iniziative e progetti che rompono il muro del silenzio imposto a questi bambini, perché la voce dei bambini come tutti noi ben sappiamo è la voce dell’innocenza e della verità, quella verità che molte volte può far male ma che deve altresì farci riflettere e portarci a rivedere la realtà che viviamo e che vivono. E’ un nostro dovere dar loro la possibilità di potersi esprimere, di poter dar loro la possibilità di esprimere proposte per un futuro migliore, è un nostro dovere rispettarli soprattutto quando siamo pienamente coscienti della maturità e responsabilità che hanno raggiunto in anni e anni di lotta per la rivendicazione di diritti ad oggi disconosciuti.

Ed ecco che progetti come l’agenda scolastica NNATs “Mi Vida realidad y sueno dibuajada en tu diario”, non perché sostenuta dall’associazione, ma bensì per il suo immenso valore umano intrinseco, risultano essere la giusta risposta a quell’ipocrisia politica che non vuole in nessun modo smorzare alla chiusura politica e soprattutto mentale che porta avanti da decenni , risulta essere quel mezzo di diffusione ed informazione di ciò che pensano i bambini attraverso i loro disegni, le loro frasi i loro pensieri, nel tessuto sociale e che potrà in qualche modo portare ad un cambiamento di pensiero verso i bambini lavoratori. 

Siamo di fronte ad un qualcosa di nuovo, ad un qualcosa di straordinario e che necessita dell’aiuto di tutti perché possa diventare già domani qualcosa di più importante, ognuno con le proprie possibilità, con le proprie competenze, ognuno con la propria convinzione che un cambiamento è possibile. Solo in questo modo possiamo trasmettere a questi bambini che non sono e saranno mai soli nella battaglia che ormai affrontano da più di quarant’anni. Non regaleremo mai loro un beneficio economico, perché questo non è l’obbiettivo che ci dobbiamo prefiggere, ma doneremo loro un futuro con un lavoro più dignitoso, riconosciuto in diritti indiscutibili e allo stesso tempo una vita più dignitosa e il regalo più grande che potremo fare loro è quello di credere in ciò che fanno e nelle proposte che ci espongono, per vivere tutti una vita più equa e solidale.

Novembre 2017 passerà alla storia per questa IV Conferenza Mondiale della O.I.T e per ciò che ne verrà fuori dai lavori che svolgeranno a porte chiuse, però dovrà passare alla storia anche per l’impegno che la società civile ha messo in atto perché si potesse dare voce a chi è sempre stata negata ingiustamente. Non sono e non saranno mai i numeri prodotti a dimostrare ciò che è la realtà dei fatti, perché le realtà sono ben altre soprattutto quando vissute direttamente sulla pelle. Allora chiediamo aiuto a tutti per sollevare la voce e chiedere di ascoltare chi in realtà è vittima criminalizzata ormai da decenni di un sistema che non vuole assolutamente affrontare il problema alla radice.